Yermolaev Yer-2 / DB-240 - Res Aeronautica

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Yermolaev Yer-2 / DB-240

Lo Yermolaev Yer-2,  fu, anche se indirettamente, il più noto figlio dell’estro progettuale di Roberto Bartini, un ingegnere italiano che agli inizi degli anni Trenta aveva abbracciato la causa comunista espatriando in Unione Sovietica.
La storia del velivolo risale al 1934, quando Bartini ebbe l’occasione di progettare un bimotore da trasporto soprannominato Stal-7, sigla adottata in onore al nome del dittatore Stalin, il quale, oltre a presentare delle linee moderne e molto evolute, si caratterizzava per delle prestazioni particolarmente elevate.
Sulla base del successo tecnico ottenuto con lo Stal-7, rimasto peraltro senza seguito produttivo, Bartini venne incaricato di evolvere il velivolo e di ricavarne un bombardiere strategico a lungo raggio.
Il programma, tuttavia, subì una grave battuta d’arresto già nel 1938, quando Bartini venne arrestato con la falsa accusa di spionaggio ed attività controrivoluzionaria, sicché la conduzione dei lavori dovette essere affidata al suo giovane collaboratore Vladimir Grigoryevich Yermolaev (in questa sede si è scelto di utilizzare la grafia anglosassone).
Assunta la guida del progetto, Yermolaev rivisitò estesamente il bimotore, introducendo numerose modifiche, che portarono all’atto pratico alla nascita di un apparecchio completamente nuovo rispetto al precedente Stal-7.
Il mezzo che ne derivò fu un bombardiere bi-deriva, spinto da due Klimov M-105 da circa 1.000 hp di potenza, che si caratterizzava per l’ala a “W” con diedro particolarmente accentuato e che era parimenti riconoscibile per l’insolita sistemazione dell’abitacolo, asimmetrico e suddiviso in due aree distinte, con quella del pilota in posizione sopraelevata e decentrata sulla sinistra della fusoliera per una migliore visibilità.
Il progetto venne quindi presentato alle autorità nel corso del 1939, cui seguì l’autorizzazione per la costruzione dei primi due prototipi sotto la denominazione di DB-240, che, con la produzione in serie avviata nel 1941, venne poi cambiata in Yer-2.
Nonostante le indubbie qualità dell’aereo, che risultò essere robusto, affidabile, maneggevole, veloce e capace di poter trasportare un ingente carico bellico anche sulle lunghe tratte, le contingenze operative del momento spinsero i vertici militari ad anteporgli altri apparecchi, indi per cui trova giustificazione l’esiguo numero di circa 360/370 esemplari costruiti a più riprese fino al 1945.  
Tali numeri, tuttavia, non scoraggiarono il percorso evolutivo del bimotore, il quale, al contrario, risultò essere estremamente vivace: nel corso del tempo, infatti, si diede abbondante spazio a frequenti aggiornamenti, che coinvolsero soprattutto l’impianto motore, ritenuto sotto-potenziato e che fu sperimentato con diverse formule motrici, fra cui particolare successo ebbe la propulsione diesel introdotta con una coppia di Charomskiy Ach-30 da 1.500 hp.
Nemmeno l’aspetto aerodinamico fu lasciato a sé stesso, dato che si introdusse un nuovo abitacolo, simmetrico e completamente ridisegnato, il cui livello superiore venne allargato fino a ricoprire l’intera larghezza della fusoliera.
Sotto il profilo operativo, inoltre, la carriera del bombardiere fu molto intensa, in quanto il velivolo, a discapito della limitata produzione, venne largamente impiegato in missioni, specialmente notturne, sul territorio tedesco: inizialmente utilizzato in attacchi a bassa quota per colpire le retrovie ed i collegamenti infrastrutturali di rifornimento della Wehrmacht, infatti, col procedere delle ostilità lo Yer-2 fu alla fine esclusivamente coinvolto in operazioni sull’entroterra della Germania e su Berlino, anche se quasi sempre senza la presenza di caccia di scorta.
Ovviamente, una tale tipologia di impiego comportò il susseguirsi di un elevato rateo di perdite che la produzione non riusciva a colmare, con la conseguenza che nel complesso la presenza dello Yermolaev Yer-2 sui cieli europei divenne ben presto un evento piuttosto raro.   
Col procedere delle ostilità, pertanto, lo Yermolaev Yer-2 finì ai margini dello sforzo produttivo ed operativo sovietico, rimanendo semi dimenticato anche in ragione della scelta di concentrare le risorse sulla costruzione di velivoli da caccia e da attacco al suolo.
Con la prematura scomparsa di Yermolaev, avvenuta il 31 dicembre 1944 per un attacco di febbre tifoide, infine, il programma fu affidato a Pavel Sukhoi, il quale, all’atto pratico, lo abbandonò.
A quanto risulta nessun Yermolaev Yer-2 sopravvisse alle ostilità, anche se almeno due esemplari vennero convertiti in aerei da trasporto per personalità di rilievo, ma di tali apparecchi nulla è dato sapere.
Dati TecniciYermolaev Yer-2:
Propulsore:2 Charomskiy ACh-30B.
Potenza:1.500 hp ciascuno.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:446 km/h.
Tangenza Operativa:7.700 m.
Autonomia:5.000 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,62 mm.
2 mitragliatrici da 12,7 mm.
1 cannoncino da 20 m.
Carico Utile:3.000 / 5.000 kg.


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Riferimenti bibliografici:
  • Soviet Air Power in World War 2, Yefim Gordon, Midland, 2008;
  • Soviet Combat Aircraft of the Second World War, Volume Two: Twin-Engined Fighters, Attack Aircraft and Bombers, Yefim Gordon – Dimitri Khazanov – Alexander Medved’, Midland, 1999;
  • Russian Aircraft since 1940, Jean Alexander, Putnam, 1975;
  • The History of Soviet Aircraft from 1918, Vaclav Nemecek, Willow Books, 1986;
  • I Grandi Aerei Storici - Bombardieri e Assaltatori Russi, Luglio - Agosto 2013, n. 65, Nico Sgarlato, Delta Editrice, 2013;
  • The Encyclopedia of Russian Aircraft 1875 – 1995, Bill Gunston, Motorbooks International, 1996.
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